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Sorterizzazione Automatica

Diciamo innanzittutto che la storia dei sorter inizia circa 20 anni fa e si sviluppa inizialmente in 2 direzioni:

  • AEREOPORTUALE: in seguito all'aumentare del fabbisogno di smistare bagagli e pacchi, per movimentare velocemente carichi con volumi diversificati (medio/grandi di peso 10/50kg).
  • POSTALE: per smistare corrispondenza, riviste, giornali, ecc...

Dopo una prima fase con uso di bracci mobili che "selezionavano e deviavano" i colli, le tecniche che possiamo considerare oggi mature su questo campo sono :

    separator

  • Utilizzo di deviatori inseriti nella tapparella di trasporto, da preferire quando il peso degli oggetti é compreso in un range da 0,1 a 20 kg e la forma é sempre parallelepipeda

crosspoint

  • Utilizzo di cross-point a rulli elevabili, su un trasporto continuo a cinghioli
    Quest'ultimo sistema sistema é rapido e preciso, ma necessita di un peso minimo dell'oggetto che garantisca l'attrito necessario a un movimento affidabile di deviazione.
    Di fatto il presupposto progettuale é il peso minimo dell'oggetto in movimento, che usualmente non é inferiore a 300 g e deve avere una forma parallellepipeda.

Questi limiti hanno indotto le società di automazione a sviluppare progetti alternativi che potessero garantire buone prestazioni senza eccessivi vincoli di peso e forma, in particolare verso il basso (piccoli, leggeri e irregolari): in pratica oggetti sciolti.
Gli ultimi anni ci hanno mostrano che, oltre ad una sorterizzazione di colli o scatole per destinazione (ordini già imballati), si é sentita la necessità di una sorterizzazione di merci destinate a comporre velocemente e contemporaneamente un elevato numero di ordini (e-commerce).

Questa esigenza ha portato ad introdurre la tecnologia di sorterizzazione a piattelli.

Questi sistemi utilizzano un piattello, usualmente in legno sagomato, sul quale viene depositato l'oggetto da un nastro di invio: il piattello viene trascinato su un binario e quando incontra il canale di destino "scodella" l'oggetto nel uscita assegnata.
E' evidente che l'impatto meccanico sconsiglia di operare con oggetti fragili.

Ancora più sofisticato risulta essere il sorter a carrellini con nastro.

Il sistema é simile a quello a piattelli, con la variante che l'operazione di accettazione ed espulsione é effettuata tramite il movimento di un nastro.
Interessante ai fini dell'impegno di spazio e in presenza della necessità di dotarsi di molti canali di destinazione, é la soluzione a carrellini a nastro disposti verticalmente.

Un'altra soluzione possibilmente implementabile é mista tra le due sopra citate: 
Piattelli trascinati con espulsione dell'oggetto tramite "pettine" azionato pneumaticamente e che fà in modo che l'oggetto "cada" per gravità in una scatola.

E' un sistema che é stato concepito specificatamente per i capi stesi di abbigliamento(maglie, camicie ecc) con lo scopo di sorterizzare e riempire " a caduta" contemporaneamente la scatola di spedizione con una disposizione pre-definita e secondo una logica di volume pezzo rapportato al volume scatola.
Questa soluzione é stata applicata con successo anche a piccoli oggetti a condizione che la variabilità del formato e del tipo di materiale sia limitata.

L'ultimo nato é un piccolo sorter tipo "Ring sorter".

ring1 ring2

La sua creazione ha come base di partenza la tecnologia a nastro, applicata su una tavola girevole.
Nasce per limitare spazi e costi, e rendere accessibile la sorterizzione a un target più ampio senza la necessità di avventurarsi in investimenti a 6 zeri.

Parliamo ora di prestazioni.

Normalmente, la performance di un sistema di sorterizzazione, é espressa in oggetti smistabili / ora.

Teoricamente, basta considerare la velocità con la quale viaggia il carosello di piattelli e/o carrellini e/o nastrini per definire la prestazione.

Per cui, ad esempio, ad una velocità di 3 m al secondo, il carosello compie in un'ora 10.800 m.

Dato che si presuppone che il campo di accettazione e/o rilascio di un oggetto sia pari a 1 metro, in questo caso la prestazione teorica sarebbe di 10.800 pezzi/ora.

Secondo la nostra esperienza, le prestazioni dipendono da:

  • Capacità oraria di "infilare" gli oggetti sul sorter.
    Se l'alimentazione é di tipo manuale, difficilmente un addetto riesce a superare la media di 1.000 pezzi/ora. 
    Se di tipo automatico, occorre in ogni caso che l'oggetto venga "letto" singolarmente per essere "assegnato" al piattello/carrello che poi provvederà allo scarico all'indirizzo deciso dal sistema;
  • Gestione della resa di disponibilità dei canali a valle;
  • Omogeneità in termini di peso, volume e materiale degli oggetti trattati.

Più sono le variabili, più è necessario "tarare" le velocità di accettazione e rilascio in funzione dei casi limite.

Per questo motivo, a nostro avviso, le prestazioni andrebbero valutate caso per caso, indipendentemente da quanto dichiarato dai costruttuttori su base teorica.

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